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SMART UNIPD: L’Università si fa impresa

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Ormai sono lontani i tempi in cui un ateneo universitario veniva valutato solo in base alla qualità della didattica e della ricerca. Non che queste non siano più importanti, ma a condizionare l’immagine dell’università, e a costituire oggi un elemento determinante per l’attribuzione dei finanziamenti governativi, c’è la buona realizzazione della terza missione. Terza missione di cui abbiamo già iniziato a parlare (vedi qui il post qui) ma che vorremmo capire più a fondo.

Fabrizio Dughiero, Ordinario al Dipartimento di Ingegneria Industriale e  Prorettore al trasferimento tecnologico e ai rapporti con le imprese dell’Università di Padova, ci precisa come per terza missione si intenda sia il trasferimento di tecnologia dall’università alle imprese che l’impatto dell’università sul territorio. Una spinta alla proattività, quindi, che si misura anche con un ritorno economico legato alla valorizzazione del know-how e della proprietà intellettuale.

Tanti i problemi sul tappeto: l’Università di Padova non è ancora riuscita a essere sufficientemente performante da questo punto di vista. Abbiamo cercato di capirne le motivazioni e quello che è emerso è che oltre alla naturale tendenza dei ricercatori a sottovalutare l’importanza della terza missione c’è anche l’assenza di un rapporto istituzionale centralizzato. Si tende ancora troppo, in sostanza, a “far da sé” privilegiando un rapporto diretto tra ricercatore e azienda e non coinvolgendo le strutture dedicate dell’Università. Tanta anche, per non dire troppa, la burocrazia che non aiuta certo le imprese nella ricerca di competenze, servizi o possibilità di utilizzo dei brevetti. Infine la comunicazione sin ora utilizzata per informare le istituzioni in merito ai progressi della ricerca universitaria è stata spesso poco efficace e non ha dato i risultati sperati, soprattutto a livello locale. Un linguaggio troppo autoreferenziale e poco imprenditoriale, e una comunicazione fatta non utilizzando sempre i canali più adatti.

Ora però è il momento della soluzione: per sviluppare al meglio la terza missione, l’ateneo patavino ha istituito il 28 aprile 2016 per primo in Italia, SMART UNIPD, una Srl, società a responsabilità limitata, completamente controllata dall’Università di Padova “che si vuole porre sul mercato con la struttura e la flessibilità di un’azienda verso le aziende” come ci dice il prof. Dughiero. Nella pratica, SMART UNIPD intende creare tra università e imprese una solida collaborazione basata sull’offerta di una serie di servizi che vanno dalla consulenza all’utilizzo dei laboratori universitari per fare ricerca, dalla cessione dei brevetti alla formazione su aspetti tecnico-scientifici d’avanguardia fino alla proposta di innovative metodologie di job placement. SMART UNIPD mira anche a potenziare la resa sul mercato degli spin-off quiescenti ricercando investitori e imprenditori capaci di sostenere le imprese universitarie in cambio di innovazione immediata.

Dopo una campagna promozionale durata diversi mesi è giunto adesso il momento di raccogliere i primi risultati; presto capiremo se SMART UNIPD rappresenta davvero la chiave di volta per l’università di Padova e se consentirà finalmente di creare una community, la SMART Community, di imprese, banche, finanza e associazioni di categoria aventi come comune obiettivo la crescita della cultura dell’innovazione. E sarà aperto anche agli altri atenei universitari italiani per creare una rete di “SMART UNI” in grado di lavorare in sinergia.

di Ezzuela Zarantonello, @ezzuela